Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Una relazione

Una volta seduto, Mansani si allentò la sciarpa, perché la lana gli dava prurito al mento; si sfilò i guanti, buttò indietro il cappello, e tirò fuori il pacchetto di Macedonia dalla tasca interna della giacca. La prima sigaretta della giornata: la migliore. L’accese, l’aspirò profondamente, e ricacciò il fumo dalla bocca e dal naso. La carrozza era semivuota, ma si sarebbe riempita strada facendo. Erano sei mesi che partiva a quell’ora, e i viaggiatori abituali li conosceva tutti. Operai per la maggior parte; qualche studente, qualche altro impiegato. Il giovedì viaggiava anche gente di campagna, contadini, fattori: e quelli che salivano a San Vincenzo, non trovavano più da sedere. Mansani si levò il cappello, appoggiò la testa alla spalliera e chiuse gli occhi. Un minuto dopo, s’era assopito. Aprì gli occhi quando il treno si mosse; cambiò posizione e si riaddormentò.

Carlo Cassola

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