Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Inseguendo le ombre dei colibrì

La violenza inaudita della pioggia torrenziale risuonava sul tetto in lamiera della precaria sistemazione che avevamo trovato a poca distanza dalla riva del Lago Chini in Malesia. La corrente elettrica, in maniera beffarda, svaniva proprio quando ce n’era più bisogno, al calare del sole. La signora minuta, dagli occhi tristi e i modi gentili, prima di darci il lucchetto per chiudere la porta ci aveva messo in guardia. Non c’era molto da fare. E così ci mettemmo a parlare distesi su un letto scomodo avvolto dal buio totale. Eravamo ancora distanti dall’Australia ma le ultime settimane avevano rafforzato l’idea di raggiungere Melbourne come ipotizzato nove mesi prima, non era una chimera. “Sì, ce la possiamo fare.”

Per la prima volta sorgeva una domanda: “Che fare dello scooter una volta giunti a Melbourne?”. Lindsay glissò consapevole del fatto che la conversazione sarebbe potuta impantanarsi e durare in eterno. La necessità di trovare una risposta mi fece fare un rapido giro del mondo mentale.

Paolo Zambon

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