Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

L’italiano

Nessuno dei presenti quel giorno al cimitero riuscì a capire perché Abdel Nasser si fosse comportato in quel modo così violento. Neppure il fatto di essere sconvolto per la morte di hajj Mahmud sembrava una giustificazione sufficiente. La sensazione generale era quella del fuoco sotto la cenere. Che fine avevano fatto la signorilità di hajj Mahmud, l’eleganza della sua jubba e del suo fez, o del suo completo con tanto di cravatta e cappello a bombetta, se paragonate all’aria trasandata di suo figlio Abdel Nasser in jeans e giacca da operaio, con i capelli in disordine e la barba incolta? Persino l’avvenenza del ragazzo, che racchiudeva in sé il fascino delle origini andaluse di sua madre e sua nonna e l’alterigia della bellezza turca di suo padre e suo nonno, si era dissolta in quel suo aspetto che lo faceva assomigliare agli scaricatori di porto e ai malavitosi del quartiere, i quali non avevano ricevuto un briciolo d’istruzione neanche per sbaglio.

Shukri al-Mabkhout

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