Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Il tramonto birmano

Thusandi sapeva che gli strani rumori che squarciavano il silenzio della mattina tropicale erano la fine del sogno. Il momento che aspettavano da anni era arrivato. Attenta a non svegliare le figlie addormentate nella metà del letto che di solito occupava suo marito, aprì dolcemente la zanzariera. Dal balcone vide che centinaia di soldati birmani circondavano il palazzo. Avevano trasformato le solide mura di pietra che racchiudevano l’East Haw in un mostro vivente: dietro la cinta spuntavano infatti schiere di uomini in uniforme ed elmetto verde. A brevi comandi abbaiati nella solitudine del primo mattino seguiva un fruscio di stivali nel sottobosco secco. Per un attimo. Thusandi provò sconcerto e profonda solitudine. Raddrizzò le spalle e fece alcuni respiri profondi prima di scendere a incontrare la servitù e i nemici. Doveva mostrarsi forte e ottimista per proteggere la vita del principe, suo marito, delle due figlie e del popolo shan.

Il tramonto birmano, Inge Sargent

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