Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

Il libro di mio padre

Mio padre era un comunista. Non era sempre stato comunista, certo che no, e quando morì non lo era più. A guardar bene restò iscritto al Partito comunista solo per pochi anni, dal 1944 al 1950 circa. Dopo, la sua indignazione travalicò i confini di partito e investì tutti i politici indistintamente, o quasi tutti. “Rintronati! Cretini! Assassini!” – Il Comunismo non glielo avevano instillato sin dalla culla. Suo padre lesse per tutta la vita un unico libro, la Bibbia (sua madre conosceva solo per sentito dire persino quella), e la politica non gli interessava, se si esclude una vaga infatuazione per l’imperatore Guglielmo II. E in effetti a dieci anni mio padre andò in caserma con suo padre, sul campo di esercitazione retrostante, perchè l’imperatore di tutti i tedeschi, facendo visita allo stato vicino e alla sua città più bella, avrebbe assistito a una parata delle truppe locali.

Urs Widmer

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