Estate tempo di festival, concerti e iniziative culturali: ben vengano! Vi segnalo questa che si svolge in una bellissima località e che vede protagonista un’iniziativa culturale molto importante.

In scena il 2 agosto alle ore 21 al Teatro al Castello di Bassano del Grappa per Operaestate Festival il progetto “Tamburi di Pace – Atto III: Appia e le altre” di European Spirit of Youth Orchestra e Paolo Rumiz, uno straordinario racconto in musica e parole della prima vera via europea.

http://www.operaestate.it/evento/paolo-rumiz-european-spirit-youth-orchestra/

Un’orchestra per l’Europa, questo è la European Spirit of Youth Orchestra: ottanta giovani di diciassette Paesi, per cantare una patria comune troppo male amata. Un viaggio in musica e parole dedicato a un universo unico, fatto di popoli, lingue, fiumi, mari, montagne.

European-Spirit-of-Youth-Orchestra

Quest’anno si parlerà di strade, di tracce che hanno consumato milioni di scarpe, per celebrare a voce alta i “cammini”, contro il rinascimento dei muri, e ricordare chi ha migrato per lavoro, paura, curiosità, fame, amore o semplice inquietudine.

È con questo sogno che un narratore, Paolo Rumiz, e un maestro, Igor Coretti-Kuret, entrambi figli della frontiera dell’Est, hanno creato il progetto Tamburi di pace, pensato per la European Spirit of Youth Orchestra, ESYO. L’unica orchestra a rinascere ogni anno con giovani sempre nuovi: un modo per dire che l’Unione va costruita giorno per giorno e per ricordare il suo destino mediterraneo, come testimoniano i musicisti reclutati quest’anno, per la prima volta, nelle aree di guerra del Medio Oriente.

Da due anni Paolo Rumiz, con le sue storie, è entrato a far parte di ESYO come voce narrante del gruppo, nell’ambito di un programma denominato “Tamburi di pace”. Nel 2015 il tema è stato la Grande Guerra, nel 2016 il Continente visto dai treni. Nel 2017 si parla di “cammini”, in opposizione al moltiplicarsi dei muri.

Rumiz AppiaPaolo Rumiz ha percorso a piedi, con un manipolo di amici, la prima grande via europea, l’Appia, e ce ne riconsegna l’itinerario perduto, da Roma fino a Brindisi. Lo ha fatto spesso cavando dal silenzio della Storia segmenti cancellati, e ora ci chiama come un pifferaio magico a seguirlo con le gambe e l’immaginazione lungo la via del nostro giubileo, la nostra Santiago di Compostela, della quale viene restituito l’itinerario dopo un secolare abbandono. Da Orazio ad Antonio Cederna (appassionato difensore dell’Appia dalle speculazioni edilizie), da Spartaco a Federico II, prende corpo una galleria di personaggi memorabili e, mentre si costeggiano agrumeti e mandorleti, si incontrano le tracce di arabi e normanni. Intanto le donne vestite di nero, i muretti a secco, la musicalità della lingua anticipano l’ingresso nell’Oriente. Per conquistarsi le meraviglie di un’Italia autentica e segreta è necessario però sobbarcarsi anche del lavoro sporco – svincoli da aggirare, guardrail, sentieri invasi dai canneti, cementificazioni, talvolta montagne intere svendute alle multinazionali dell’acqua e del vento – e affrontare la verità dei luoghi pestando la terra col “piede libero”. Al racconto fanno da contrappunto le mappe disegnate da Riccardo Carnovalini, che ha trovato il percorso sulle carte, nelle foto aeree e sul terreno, e che ha descritto l’itinerario nel libro.

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