Guardate cosa langue sui polverosi scaffali in alto in alto, nella mia libreria! Come dice mia figlia, trattasi di reperti archeologici… a cui, però, sono molto affezionata. Infatti ad ogni trasloco, ad ogni ristrutturazione delle case in cui ho vissuto, mi sono sempre assicurata che non sparissero. Sono alcune delle mie letture di bambina: avevo tra i sette e i dodici anni… Come sono diversi dalla letteratura per ragazzi scritta oggi! Eppure, tenerli tra le mani, sfogliare le pagine ingiallite e guardare le immagini all’interno, è un’emozione incredibile.

Non avevo molti libri miei: si usava prenderli in prestito in biblioteca, o a scuola, oppure scambiarseli tra amici. Quelli che possedevo li tenevo come dei tesori, e non mi faceva neanche tanto piacere prestarli… finché non mi venivano restituiti provavo una specie di ansia da distacco (sensazione che provo tuttora!).

Queste erano le letture che mi proponeva mia madre, insieme a “Piccole donne”, “Jane Eyre”, “Cime tempestose”, “Alice nel paese delle meraviglie” eccetera. Mio padre, invece, mi spronava a leggere Salgari, Dumas, Dickens, Twain, Molnar, Kipling e similar compagnia. Quindi sono cresciuta con una bella varietà di storie e di punti di vista.

Non riesco a dire quale fosse il mio libro preferito; ne ho amati tanti, molti mi hanno fatto crescere, sognare, sospirare, arrabbiare…

Oggi vi parlo di questi quattro romanzi perché sono praticamente spariti da scaffali di librerie e consigli di letture per giovani. Ovviamente lo trovo più che plausibile: nemmeno i miei figli si sognano di leggere questo genere di letteratura!

Teniamoli lì, a prendere ancora un po’ di polvere e a ricordarci di come la nostra società è cambiata. I quattro che vedete sono quelli che mi sono rimasti: “San Michele” è in edizione del 1967, mentre gli altri sono del 1969.

Boschi retro

Sono tutti editi  da Editrice Boschi, una casa fondata circa a metà degli anni Cinquanta da Ettore Boschi, che aveva una collana dedicata alla letteratura per adolescenti, con circa una trentina di titoli. Le sue copertine sono tutte come quelle che vedete: uno sfondo neutro (di solito azzurro), la foto o disegno di un volto femminile, il retro azzurro con le inconfondibili righe blu, rosa e gialle. Gli autori pubblicati sono diversi: George Sand (pseudonimo della scrittrice francese anticonformista e femminista – come lo si poteva essere nell’Ottocento – di cui si ricordano le relazioni sentimentali con Chopin e de Musset), George Eliot (altro pseudonimo, questa volta della scrittrice inglese Mary Anne Evans), Henry Bordeaux, E. Werner (scrittrice ottocentesca tedesca), ma anche un Onorato di Balzac, presente con la sua “Eugenia Grandet”, Carlotta Bronte con “Shirley”, T. Gautier con “Capitan Fracassa”, Ada Pizzi con “Il sogno di una violinista”, e poi Jane Austen, De Lys con “La signorina rompicollo” che adoravo,  ecc.

la signorina rompicollo

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