Sono toscana ma abito a Milano da trent’anni e amo questa città, per mille motivi. Vi parlo di uno di questi, la zona dove abito, e di una sua caratteristica legata all’arte.

In Piazza Cardinal Ferrari ci sono dei bellissimi esempi di Wallart, o come siamo più abituati a dire, murale. Furono realizzati in occasione delle celebrazioni per i 140 dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini che vi si affaccia.

Dodici giganteschi ritratti di milanesi illustri, una lunga parete riempita di colori psichedelici e il muro che cinge l’archivio diocesano trasformato in una pagina di un antico codice miniato, rendono unico questo spazio pedonale dove ci si può sedere sulle panchine a leggere e, alzando gli occhi, ammirare i dipinti. Il progetto Wallart nasce per celebrare i 140 anni dell’Istituto ortopedico Gaetano Pini e coinvolge tre nomi celebri della street art milanese: Pao (Paolo Bordino e Laura Pasquazzo), Ivan (Tresoldi, assistito dal calligrafo Francesco Muti) e il duo Orticanoodles (Walter Contipelli e Alessandra Montanari). Proprio questi ultimi hanno realizzato il più grande dei tre murales, che occupa circa 600 metri quadrati e corre per oltre 150 metri lungo il muro che circonda il Convento della Visitazione, tra piazza Andrea Ferrari, via San Calimero e via Mercalli. Sulla parete, accompagnati da citazioni e aforismi, i volti di 12 ‘grandi milanesi’: Alda Merini, Franca Rame, Mariangela Melato, Elda Mazzocchi Scarzella ,Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Luchino Visconti, Claudio Abbado, Carlo Emilio Gadda, Marco Ferreri, Gian Maria Volontè, Gianfranco Ferrè e Gio Ponti. Sul lato opposto della piazza, accanto alla chiesa, il decoro calligrafico rosso e nero di Ivan si sviluppa su 200 metri quadri, mentre poco più lontano, su via Pini le forme astratte del murales di Pao decorano le mura dell’ospedale. Il progetto, che in totale copre oltre 800 metri quadri, è stato interamente finanziato da Fondazione Cariplo e patrocinato da Comune, Provincia, Fondazione Stelline e Istituto Gaetano Pini.

Parlo di questo perché sono fermamente convinta che per riqualificare aree disordinate o, peggio, lasciate in abbandono di cure urbanistiche, oltre a lavorare sul miglioramento di servizi e spazi, sia necessario intervenire con delle scelte estetiche, che attingano soprattutto a forme d’arte popolari e che stimolino l’amore per la bellezza, non come concetto astratto, ma come bene tangibile. Solo in questo modo si educa anche al rispetto degli spazi comuni: in tutti questi anni nessuno ha mai sfigurato i murales presenti nella piazza! Esistono migliaia di progetti in tutto il mondo e gruppi di artisti che accettano commissioni da enti pubblici e amministrazioni locali per realizzare murales anche di enormi dimensioni, per riqualificare interi quartieri urbani.

Faccio l’esempio di questo gruppo di ottanta muralisti che ha realizzato più di seicento opere; si chiama Cité Création ed è francese. Visitate il loro sito, dove potrete vedere le opere realizzate e il “durante”, cioè i palazzi prima della pittura e dopo!

http://cite-creation.com/

(foto e informazioni prese da internet)

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