Due dei miei figli hanno in mano due libri che ho amato tantissimo. Li avevo letti anni fa, poi li avevo ripresi in lettura mentre seguivamo alcune puntate della trasmissione “Per un pugno di libri”, su Rai3. Adesso, ho colto l’occasione per rileggere con i miei figli alcuni brani di questi meravigliosi libri che vi consiglio caldamente, soprattutto nel periodo estivo.

Il filo che li unisce è l’ironia, quella sottile ed intelligente arma che riesce a passare con leggerezza su temi importanti, e tra un sorriso e una risata, ti porta a qualche riflessione più seria. Entrambi scritti magistralmente, sono un pozzo di situazioni umoristiche e vi assicuro che non vi annoierete. Vediamoli.

“Tre uomini in barca (per tacer del cane)” di Jerome K. Jerome, BUR

http://www.bur.eu/libri/tre-uomini-in-barca-per-tacer-del-cane/

Tre uomini in barca

Il libro nasce da una buona intenzione a cui furono tarpate le ali. E viene da dire: per fortuna! Jerome aveva in mente di pubblicare un resoconto raffinato, colto, pieno zeppo di notizie storiche, di un viaggio che fece in barca con il suo cane e due amici sul Tamigi, a monte di Londra, della durata di due settimane. L’editore giudicò noiose e superflue tutte quelle digressioni e usò la forbice a tutto spiano. Ciò che ne emerse fu il divertente resoconto delle vicende dei quattro viaggiatori, e il successo fu immediato. Lo scopo del viaggio era tuffarsi nella natura, fare quelle cose rustiche che, da uomini di città, normalmente si evitano. Il risultato è una serie di gag divertenti. Non succede niente di eclatante, piccoli e buffi incidenti, raccontati col tipico humor inglese, e conditi con delle bellissime descrizioni della natura intorno al Tamigi. Il cane ovviamente ha la sua parte e tira fuori tutta la sua personalità.

“Non biasimo il mio cane (…) poiché ritengo che sia colpa della sua natura. I fox-terriers nascono con una dose di peccato originale superiore di quattro volte a quella degli altri cani, e occorreranno anni e anni di sforzi pazienti di noi cristiani per apportare un miglioramento apprezzabile nel carattere riottoso dei fox-terriers”

Dunque, una lettura che vi farà aumentare le rughette intorno alla bocca…

“La mia famiglia e altri animali” di Gerald Durrell, Adelphi edizioni

https://www.adelphi.it/libro/9788845907333

Anche per questa opera il mio apprezzamento aumenta ogni volta che la riprendo in mano. Si tratta di un romanzo autobiografico che racconta gli anni trascorsi dall’autore e dalla sua bizzarra famiglia, sull’isola di Corfù. All’inizio dell’avventura era un bambino di dieci anni, con già una grandissima passione per gli animali, di cui l’isola offre una vastissima campionatura, regalandogli esperienze uniche, anche grazie agli abitanti del luogo che conoscerà; fu un’esperienza che influenzerà poi la sua vita, facendolo diventare un grande naturalista. Il racconto di quegli anni prosegue in altri due romanzi, belli anche loro, ma questo, per me, è il migliore.

La famiglia viene descritta in tutte le sue stranezze e originalità, con ironia e amore, con un fare canzonatorio e brillante che rende alcuni personaggi, ad esempio il fratello Larry, unici.

Il personaggio che più mi piace è la madre, sempre indaffarata ad arginare le peripezie e originalità dei figli e dei loro amici che via via vengono ospitati, senza mai perdere il buonumore, con un aplomb che solo gli inglesi riescono a mantenere, anche nelle situazioni più ingarbugliate.

Ecco come la descrive Durrell nell’introduzione:

“Vorrei rendere un tributo speciale a mia madre, alla quale questo libro è dedicato. Come un gentile, entusiasta, comprensivo Noè, ha guidato con grande perizia il suo vascello pieno di strana progenie attraverso i mari tempestosi della vita, sempre minacciata dalla possibilità dell’ammutinamento, sempre circondata dalle secche dello scoperto in banca e degli sperperi, senza mai essere sicura che la ciurma avrebbe approvato la sua rotta, ma certa che sarebbe stata biasimata per tutto quello che andava storto. (..) Come osserva giustamente mio fratello Larry, possiamo essere orgogliosi del modo come l’abbiamo educata; lei ci fa onore.”

Ci sono davvero una serie infinite di situazioni comiche e il racconto è brillante, ma allo stesso tempo preciso nelle descrizioni naturalistiche: i paesaggi di Corfù vi entreranno nel cuore, con il suo mare e la natura incontaminata degli anni in cui Durrell ci visse, dal 1935 al 1939.

Se andate in vacanza, portateli con voi!

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