Credo che tutti, o quasi, si ricordino di avere visto, almeno una volta, questa tela: si intitola “Berthe Morisot con un mazzo di violette” e la ritrasse, nel 1872, Edouard Manet.

La peculiarità di Berthe Morisot fu di vivere la sua pittura e di dipingere la sua vita”, Paul Valery

Manet - Ritratto di Berthe Morisot

Berthe Marie Pauline Morisot, oltre ad essere la modella di Manet e l’amica dei pittori impressionisti, era una pittrice. Solo che, di lei, questo è meno noto.

 

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La culla, Berthe Morisot

 

Berthe era una bella ragazza, nata e cresciuta in una famiglia francese agiata, nella zona di Passy, appena fuori Parigi, che in quegli anni pullulava di artisti. I genitori amavano l’arte e la cultura e ospitavano artisti in casa loro, che era il classico salotto ottocentesco; dunque Berthe respirò “aria d’arte” fin da ragazza. Tuttavia, essendo donna, non potè frequentare né l’Accademia né la scuola di Belle Arti. Non si perse d’animo e siccome aveva una passione e molto carattere, si mosse bene nel suo ambiente, fino a venire introdotta nell’atelier di Camille Corot, che la spinse verso la pittura en plein air. Il padre, che le fu sempre solidale, fece costruire per lei e le sue sorelle, un atelier in giardino, dove potevano dipingere, studiando i colori, la luce.

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Sul balcone, Berthe Morisot

 

Conobbe Manet e tra loro si instaurò un legame profondo, forse amoroso, sicuramente di comunione artistica. Manet aveva una sorta di venerazione per lei: la ritrasse in undici tele! Berthe però sposò il fratello di Manet, Eugène, con cui ebbe una vita matrimoniale serena.

Berthe fu, con Monet, Pisarro, Sisley, Degas, Renoir ed altri, tra i fondatori della “Società anonima degli artisti, pittori, scultori, incisori”. Con loro, nel 1874, Berthe allestì la famosa mostra alternativa presso lo studio del fotografo Nadar, dove espose, unica donna, nove sue opere, tra acquarelli, pastelli ed olii. Partecipò a tutte le mostre che seguirono, tranne quando nacque sua figlia Julie. Fu, con Mary Cassatt, una delle pochissime pittrici impressioniste. E certo non era facile affermarsi in un ambito dove la predominate maschile era forte ed anzi essere una pittrice non sempre regalava buona fama a chi volesse cimentarsi.

Col tempo, dopo la nascita della figlia che amò fortemente, rallentò la sua attività di pittrice mantenendo invece sempre più saldo il suo ruolo di musa e mecenate, allacciando amicizie anche nell’ambiente letterario, con Stéphane Mallarmé e Émile Zola.

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Giorno d’estate, Berthe Morisot

 

 

Morì improvvisamente, per le complicazioni di una polmonite: aveva solo cinquantaquattro anni. Fu sepolta nella tomba della famiglia Manet: sulla lapide solo nome e cognome.

Copi il link di un libro a lei dedicato, “La donna in nero” di Brunella Schisa, edito da Garzanti:

https://www.ibs.it/donna-in-nero-libro-brunella-schisa/e/9788811685661?inventoryId=47967598

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Eugene Manet e sua figlia, Berthe Morisot
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