“E dunque ero intelligente. Una bella cosa.”

Parto col dire che ho iniziato questo romanzo stamattina e l’ho terminato un’ora fa. La giornata ideale: una spiaggia riparata dal vento, un lettino al sole e Gustafsson a farmi sorridere … Qualcuno, passando, ha guardato incuriosito la copertina del libro: chissà cosa sta leggendo quella…

stoccolmaSi tratta di “La ricetta del dottor Wasser” di Lars Gustafsson, edito da Iperborea; è l’ultimo romanzo pubblicato prima della scomparsa del suo autore, il suo ultimo romanzo. E come negli altri, la storia in sé semplice nasconde riflessioni sull’identità, sulla libertà e sull’impostura. Perché Gustafsson, un “filosofo alle prese con il giocattolo della letteratura”, nelle sue storie ci fa riflettere, ma anche divertire, con la sua sottile ironia che alza i toni dalla cupa riflessione alla scherzosa e bonaria auto-derisione.

“Nato a Erfurt ai confini della Selva di Turingia. Studi negli anni peggiori della DDR a Weimar. Kurth Wasser, laureato in Medicina. Deceduto in un incidente di moto lungo la provinciale 256 tra Ängelsberg e Fagersta alla fine degli anni Cinquanta.”

Ecco, dunque, il dottor Wasser era davvero esistito e allora perché non farlo rivivere?

Magritte“Dev’esserci stato un istante che era esattamente l’attimo in cui ho fatto la mia scelta. Uno di quei rari istanti in cui la volontà è effettivamente libera. Un istante in cui il mondo si fa di colpo totalmente bianco e vuoto e subentra la vertigine di fronte a quella caduta libera. La tentazione era troppo forte. La tentazione di sfuggire semplicemente alla mia vita e viverne un’altra. Scelsi di diventare un’altra persona. (..) Lo scelsi (..) perché la seduzione che irradiava dall’idea stessa di avere un libero arbitrio era irresistibile.”

 

E così il protagonista di questo romanzo è uno spudorato bugiardo, un intelligente e fantasioso creatore di fandonie, delle quali approfitta per indirizzare la sua vita verso la realizzazione dei suoi scopi. Un artista della bugia, un eroe del travestimento, che di maschera in maschera, procede a passo sicuro attraverso una vita di successo, coronata dalle conquiste amorose che, da impenitente dongiovanni, persegue con altrettanto metodo e successo.

Credo che il Gustafsson ottantenne si sia divertito parecchio nello scrivere questa storia, lo si capisce perfettamente nello sfumare dei gesti e nel brillio delle frasi che il millantato dottor Wasser snocciola. Ci si imbatte di continuo nell’ironia che sbuca tra le righe, come un bambino che giocando a nascondino sbuca dietro l’angolo a sbirciare.

A proposito delle sue millantate conquiste (“Mi chiedo ancora chi fu a sedurre chi.”):

“Quello era il mio compito. Nella vita della professoressa Sundborn, fui per un anno e poco più la medicina più importante. Il rimedio contro rivali e ostacoli al ministero e nei partiti in Parlamento, in corridoi e a conferenze (..) Capì mai che il dottor Wasser in realtà non esisteva? (..) Può darsi. Ma non ne parlammo mai.”

E allora lasciatevi prendere per il naso dal finto dottore e abbandonatevi alle sue prodezze, amorose e non …

Questo è il link all’editore:

http://iperborea.com/titolo/452/

L’incipit lo potete leggere qui

svezia

 

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