E niente, oggi sono depressa. Sul sito ufficiale di Battiato non c’è traccia di concerti a Milano. Nemmeno a Torino, o Firenze, o qualsiasi altra città relativamente vicina a Milano. Aspettiamo, prima o poi usciranno le date! Devono uscire, perché io dagli anni Ottanta sono andata ad un concerto di Battiato quasi ogni anno, a volte anche due volte lo stesso concerto, come per quello con Antony e Alice, nel 2013, o quelli con Alice, l’anno scorso.battiato-e-antonyAspettiamo, mi dico, e intanto ascoltiamo la sua musica, i brani che mi accompagnano da sempre, potrei veramente dire la colonna sonora della mia vita, da quando lo vidi per la prima volta. Erano i primi anni Ottanta, io ancora non lo conoscevo ma alcuni miei amici più grandi, che facevano già il Dams a Bologna, lo conoscevano da tempo. Abitavo a Pavia ed andammo a vedere un suo concerto in un paese della Lomellina, Sannazzaro de’ Burgundi, in un tendone. Con lui c’era anche Giusto Pio, col suo violino. Credo fossimo al massimo una cinquantina di persone sotto quel tendone; non c’era niente tra lui e il pubblico, sembrava una cosa tra amici. Erano usciti “Patriots” e “La voce del padrone” e per quasi tre ore fu magia pura. Cantammo e ballammo per tutto il tempo, non dimenticherò mai quella sera.

Subito dopo iniziò la collaborazione con Alice; uscì “I treni di Tozeur“, poi “Chan-son Egocentric“, nell’album “Mondi lontanissimi“.

Chi sono, dove sono quando sono assente di me, da dove vengo, dove vado …”

Verso la fine degli Ottanta, uscì l’album “Fisiognomica” che conteneva “Nomadi“, una delle mie preferite, e “E ti vengo a cercare“.

“I viandanti vanno in cerca di ospitalità
nei villaggi assolati
e nei bassifondi dell’immensità
e si addormentano sopra i guanciali della terra.
Forestiero che cerchi la dimensione insondabile
la troverai, fuori città
alla fine della strada.”

Nel 1993 uscì “Caffè de la paix“: caffe_de_la_paix

“Ci si risveglia ancora in questo corpo attuale
dopo aver viaggiato dentro il sonno.
L’inconscio ci comunica coi sogni
frammenti di verità sepolte:
quando fui donna o prete di campagna
un mercenario o un padre di famiglia.

Per questo in sogno ci si vede un po’ diversi
e luoghi sconosciuti sono familiari.
Restano i nomi e cambiano le facce
e l’incontrario: tutto può accadere.
Com’era contagioso e nuovo il cielo….
e c’era qualche cosa in più nell’aria. “

Nel 1996 continua la collaborazione col filosofo Manlio Sgalambro ed esce l’album “L’imboscata” che contiene il brano capolavoro di una carriera: “La cura“:

battiato-limboscata“Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.” 

“Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…” 

Nel 1998 esce “Gommalacca“, dove spicca “Shock in my town“. Nel 2004 è la volta di “Dieci stratagemmi”, che contiene le bellissime “Tra sesso e castità”, “Odore di polvere da sparo”, “Apparenza e realtà”, “Fortezza Bastiani”, “Le aquile non volano a stormi”.

“Scorrono gli anni nascosti dal fatto che c’è sempre molto da fare
e il tempo presente si lascia fuggire con scuse condizionali
Ribussa ai miei pensieri un desiderio di ieri
ed è l’eterno scontro tra sesso e castità.”

delsuovelocevoloE’ bellissimo l’album “Del suo veloce volo” del 2013 che contiene il live dei concerti con Antony, e l’ospitata di Alice. L’ho visto a Verona e Firenze, da emozionarsi!

Con Antony, Battiato canta “You are my sister“, “As tears go by” e “Del suo veloce volo“; con Alice, “I treni di Tozeur” e “La realtà non esiste“.  Poi i suoi cavalli di battaglia, da solo. Quando canta “Inneres auge” e il medley tra “Bandiera bianca” e “Up patriots to arms“, siamo tutti impazziti: tutti a cantare e saltare …

“Che cosa possono le leggi
dove regna soltanto il denaro?
la giustizia non è altro che una pubblica merce…
di cosa vivrebbero
ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.

la linea orizzontale
ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
con le palpebre chiuse
s’intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore:
inneres auge, das innere auge.”

Va bene, può bastare, mi sento già meglio…. soprattutto dopo avere rivisto questo siparietto!

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battiato-la-postahttp://www.giunti.it/libri/saggistica/franco-battiato/

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