Margaret Mazzantini, “Mare al mattino

http://www.einaudi.it/speciali/Margaret-Mazzantini-Mare-al-mattino

Perché oggi 15 gennaio 2017 vi parlo di un romanzo uscito nel 2011? La risposta più banale è perché mi è piaciuto moltissimo, quando l’ho letto; in realtà ne parlo oggi perché oggi si celebra la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato e, statistiche alla mano, Save the Children ci ricorda che nel 2016 sono arrivati nel nostro Paese quasi 26.000 tra ragazzi e ragazze, bambini e bambine.

Oggi il Corriere della Sera pubblica l’inizio della lettera che alcuni di loro hanno indirizzato al Papa.

Caro Papa Francesco, Un saluto nel nome della Pace. Prima di tutto ringraziamo Dio perché abbiamo raggiunto l’Italia in Pace. Siamo ragazzi stranieri e migranti arrivati in Italia da diverse parti del Mondo. Abbiamo letto il tuo messaggio e per questo motivo abbiamo deciso di scriverti. Abbiamo scelto te pensando che anche tu sei un immigrato e che anche tu hai imparato l’italiano, cosa che noi purtroppo non siamo ancora riusciti a fare.”

La lettera è stata resa pubblica dalla Ong Save the Children. Il suo Presidente in Italia, Claudio Tesauro, ha dichiarato:

Speriamo che la forte voce del Papa a favore dei minori migranti possa far aprire finalmente gli occhi sulla tragica condizione vissuta da tanti bambini e adolescenti anche qui in Italia ed in Europa. Bambini che, come dice il Papa nel suo messaggio, sono “tre volte indifesi”, perché minori, perché stranieri e perché inermi, quando forzati a vivere lontani dalla loro terra di origine e separati dagli affetti familiari.”

E’ una realtà che ci riguarda tutti. “È con rinnovata forza che chiediamo al Parlamento di approvare senza ulteriori ritardi la legge per dotare l’Italia di un sistema organico di protezione e accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e chiediamo ai paesi membri dell’Ue di rendere finalmente operativo il sistema di ricollocamento, per dare una alternativa di viaggio legale e protetto a quei minori soli che, una volta giunti nel nostro Paese, proseguono il loro cammino mettendosi nelle mani di nuovi trafficanti” ha detto ancora Tesauro.

Ecco perché mi è venuto in mente questo commovente romanzo breve della Mazzantini, uno dei più intensi e, purtroppo, attuali. Un romanzo che nel titolo cita un verso di Pavese, in una delle poesie all’interno della raccolta “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi“.

Farid non ha mai visto il mare, non c’è mai entrato dentro. (…) I suoi antenati appartenevano a una tribù di beduini nomadi.” Entriamo così nella storia di Farid.

Non avevano mai lasciato il deserto. C’era una certa diffidenza verso la gente della costa, mercanti, corsari. Il deserto era la loro casa, aperta, illimitata. Il loro mare di sabbia. Macchiato dalle dune come il manto di un giaguaro. Non possedevano nulla. Solo impronte di passi che la sabbia ricopriva.”

Farid abita in una città, in Libia, “nella parte vecchia, in una di quelle case basse con le porte tutte intorno alla stessa corte, un giardino selvatico e un cancello sempre aperto. va a scuola a piedi.” “Ha un amuleto al collo. Tutti i bambini ce l’hanno.” 

Vive col padre, Omar, un tecnico che installa le antenne per la TV e con la madre, Jamila, così giovane da farla sembrare una sorella. Omar viene ucciso e Jamila vuole portare suo figlio in salvo in Italia.

Sull’altra sponda, in Sicilia, ci sono un altro figlio, Vito, e un’altra madre, Angelina. Angelina viveva in Libia, è una dei tripolini cacciati da Gheddafi nel 1970.

Vito guarda il mare, è scalzo. Ha i piedi prensili, duri come quelli di un marinaio. In fondo all’estate gli succede sempre così.” “Sua madre somiglia al mare, lo stesso sguardo liquido, la stessa calma e dentro la tempesta.” “Sua madre per undici anni è stata araba. Guarda il mare come gli arabi, come si guarda una lama. Sanguinando già.”

Partono così le storie di Jamila e Angelina, e anche se non si incontreranno mai, sono l’una speculare all’altra. Sono storie di vite strappate alla terra dove sono nate e cresciute, di abbandoni, di speranze. Sono storie di amore delle madri per i figli e del loro modo di assicurargli un futuro.

Potete leggere l’incipit Qui

Dunque, questo è il mio consiglio di lettura; aggiungo un altro titolo, un romanzo, e un film, che mi hanno colpito e fatto riflettere:

Vai e vivrai” di Radu Mihaileanu e Alain Dugrand. Potete leggere l’incipit Qui

http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/vai-e-vivrai-1/

Annunci