butterfly-1L’amore tradito

puccini

Stasera, al teatro Alla Scala di Milano – e per la prima volta in diretta su Raiuno – il direttore Riccardo Chailly porterà in scena il mio concittadino Giacomo Puccini. E’ un appuntamento speciale perché Chailly propone la versione originale di “Madama Butterfly”.

Venne rappresentata per la prima volta il 17 febbraio 1904 e ricevette una pioggia di fischi e insulti, tanto che il povero Giacomo, deluso, decise di revisionare l’opera.

Non sono un’esperta quindi non mi cimento in arzigogolate recensioni: ne trovate ampiamente in rete. Ne parlo perché quando mia nonna – che invece era una sfegatata melomane nonché adoratrice del Nostro – me ne raccontò la trama, rimasi colpita per il destino della protagonista, che nel racconto di Puccini era quindicenne come me, all’epoca. La storia è la seguente:

Pinkerton, ufficiale della marina statunitense, sbarca a Nagasaki all’inizio del XX secolo. Da bravo maschio in trasferta, sposa una giovane del luogo, una geisha quindicenne (!) di nome Cho Cho-san (in giapponese ‘madama farfalla’). E già questo mi fece rabbrividire. Uno magari pensa che si era innamorato della bella fanciulla: no, no, l’amore c’entrava poco, tanto che si premurò di poterla ripudiare legalmente. Poco dopo le nozze, torna in patria lasciando la giovane sposa, nel frattempo rimasta incinta, in uno stato di prostrazione e attesa febbrile del suo ritorno. Un ritorno che avviene tre anni dopo, quando Pinkerton ha già sposato un’altra, una connazionale, e deciso che, della sua famiglia giapponese, vuole riprendersi solo il figlioletto. La fiducia che Madama Butterfly aveva riposto nel marito s’infrange di fronte alla cruda realtà di un tradimento e per la giovane che, a quindici anni già si sentiva vecchia per l’amore, non resta che uccidersi tagliandosi la gola.

Nella revisione vennero smorzati i toni più aspri ma la vicenda comunque rimase. Una storia non molto allegra che nella mia mente di adolescente mi fece guardare storto Puccini, reo di averla raccontata, per molto tempo.

Dunque stasera può valere la pena di assistere all’opera, nella sua originale impostazione, comodamente seduti in poltrona. Per chi avesse voglia di farsi un giro in Versilia invece, l’appuntamento è al 63° Festival Puccini a Torre del Lago.

http://www.puccinifestival.it/

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